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Prodotti tipici
Melone del Delta PolesanoDESCRIZIONE:
Melone (Cocumis melo) ottenuto dalle varietà del tipo reticulatus con buccia con retatura e cantalupensis, a buccia liscia, coltivate in terreni idonei con tecniche non intensive.
Il “Melone del Delta Polesano” all’atto dell’immissione al consumo deve avere le seguenti caratteristiche:
Varietà a frutto liscio
Epicarpo: liscio con buccia sottile di colore verdastro -
Forma: sferica di dimensioni medio grosse con solcature quasi inesistenti.
Calibro: le dimensioni della circonferenza variano dai 30 ai 45 cm.
Peso medio: variabile da 1 a 2,5 Kg, a seconda delle condizioni di coltivazione.
Tenore zuccherino: il grado rifrattometrico si colloca oltre i 13° Brix
Sapore: dolce aromatico.
Varietà a frutto retato
Epicarpo: retato, caratterizzato da una buona individuazione della fetta e da una retatura ben marcata ed uniforme su tutta la superficie del frutto. Il colore della buccia è giallino -
Forma: sferica ed ovoidale.
Calibro: le dimensioni della circonferenza variano dai 30 ai 45 cm.
Peso: è variabile da 1 a 2,5 Kg. a seconda delle condizioni di coltivazione. La polpa varia da un colore salmone “carico” ad un arancio brillante a seconda della tipologia.
Tenore zuccherino: il grado rifrattometrico si colloca oltre i 13° Brix
Sapore: dolce aromatico.
L'AREA TIPICA
L‘area tipica per l’ottenimento del “Melone del Delta Polesano” comprende il cono orientale estremo della pianura polesana formato dai detriti e dai riporti del fiume Po e da successive opere di bonifica che hanno reso possibile la coltivazione. E’ interessato il territorio individuato dai seguenti comuni: Adria, Ariano nel Polesine, Corbola, Papozze, Pettorazza Grimani, Porto Viro, Taglio di Po e Porto Tolle.
La produzione è concentrata soprattutto nei comuni di Porto Tolle, Taglio di Po ed Adria e nel periodo che va da giugno ad agosto.
BIOLOGIA, ECOLOGIA E STORIA:
“Essendosi l’uso di questi (meloni) fatto più frequente di giorno, vediamo che l’uomo non contentandosi d’un solo o due meloni in tavola, ne vuole dozzine sia per dubbio di non affrontare li buoni, sia per l’avidità con la quale si mangiano, perloché gli ortolani si sono ingegnati di esserne più abbondanti” (V. Tanara, L‘Economia del cittadino in villa. 1761).
Stando all’inchiesta agraria relativa al Polesine, la coltivazione dei meloni e delle angurie ha conosciuto nel secolo scorso un sensibile incremento tanto che “oltre il consumo locale se ne fa una discreta esportazione. Più proprietari assegnano alla coltura di tali prodotti qualche ettaro di terreno che danno a lavorare a metà utile”.
Nel corso di questi ultimi decenni la coltivazione del “Melone del Delta Polesano” ha conosciuto un vero e proprio decollo in virtù di condizioni naturali e di un sensibile miglioramento della tecnica colturale e delle strutture atte al condizionamento, alla presentazione, alla commercializzazione ed esitazione sul mercato, nonché una reale implementazione di tutti i servizi connessi alla logistica.
GEOGRAFIA:
I terreni idonei per la coltivazione del “Melone del Delta Polesano” sono franco-
Il terreno, la sua leggera salinità, la vicinanza del mare con le sue brezze, strutture aggregate ed organizzate per la produzione, la raccolta, la conservazione e la commercializzazione, rappresentano la filiera lungo la quale produttori sapienti sono in grado di offrire un prodotto, oggi, ricercato e desiderato dai più importanti mercati nazionali ed esteri.
STAGIONALITÀ:
Il melone è una pianta annuale, appartenente alla famiglia delle cucurbitacee. Ricco di vitamina A e C, oltre ad una buona dose di potassio, il melone contiene soprattutto molta acqua, il che lo rende un frutto tipicamente estivo, perché molto dissetante. E’ originario della fascia tropicale dell’Africa e dell’Asia.
Se c’è un periodo appropriato per gustare il melone, questo può avvenire nei mesi estivi, quando il frutto ha tutta la forza, proprietà e profumo.
DA SAPERE:
“I meloni sono come le donne, non ci sono vie di mezzo, o sono buoni e saporiti, o non lo sono”. Così recita un detto polesano. I meloni del delta sono proprio buoni e saporiti, dal sapore tipico, molto dolci ma con un retrogusto salino.
Esiste un legame stretto tra il territorio del Delta del Po e le caratteristiche organolettiche del melone del Delta. Dal punto di vista climatico l’area è caratterizzata da un decorso di tipo continentale ed è influenzata dalla vicinanza del mare che consente di “smorzare” le variazioni di temperatura, soprattutto per quanto riguarda le temperature minime.
Il melone è importante per le proprietà nutrizionali, è infatti ricco di betacarotene, ovvero vitamina A, ma anche di vitamina B, C e PP, il tutto con un basso contenuto calorico.
Dal punto di vista nutrizionale questo frutto ha uno scarso valore energetico (dalle 20 alle 40 calorie per 100 grammi), in compenso è ricco di zuccheri (saccarosio, fruttosio e glucosio), vitamine (A e C), sali minerali (potassio, sodio, calcio e fosforo).
Ha proprietà rinfrescanti e coadiuvanti i processi digestivi (ma è sconsigliato a chi soffre di dispepsie e di disturbi enterici). Possiede una blanda azione lassativa.
LA COMMERCIALIZZAZIONE:
La commercializzazione del “Melone del Delta Polesano” ai fini dell’immissione nel mercato per il consumo, deve essere effettuata dopo apposito confezionamento che consenta di apporre un eventuale specifico contrassegno.
I contenitori devono essere ad uno strato delle dimensioni 30x40 cm o 30x50 cm. E in ogni caso devono essere sigillati in modo tale da impedire che il contenuto possa essere estratto senza la rottura del sigillo.
Dopo la raccolta il melone viene trasferito ai mercati ortofrutticoli della zona dove, dopo esser stato confezionato con l’apposizione di uno specifico contrassegno, è pronto per la commercializzazione.
Il prodotto immesso al consumo deve recare la dicitura “Melone del Delta Polesano” seguita dalla menzione Indicazione Geografica Protetta e dal contrassegno.
LEGISLAZIONE:
L’autorità nazionale preposta al coordinamento dell’attività di controllo è il Ministero per le Politiche Agricole e Forestali, mentre l’attività di controllo è esercitata da strutture pubbliche designate o da organismi privati autorizzati con decreto del Ministero per le Politiche Agricole, sentita la Regione del Veneto, in conformità con quanto previsto dal reg. CEE 2081/92 art. 10, D.M. del 18.12.1997, legge 128 del 24.04.1998 art. 53 e D. M. del 29/05/1998.
MERCATO DI RIFERIMENTO:
Mercato Ortofrutticolo di Rosolina
Via Po Brondolo, 43 45010 Rosolina (RO) -
Vendita all’ingrosso e al dettaglio: da lunedì a venerdì -
Gastronomia:
MELONE
Una bella fetta fresca di melone a fine pasto è una vera delizia: si lascia accompagnare dal classico prosciutto, si lascia bonariamente tagliuzzare per le macedonie e ben si accompagna con il gelato.
RISOTTO E GAMBERETTI AL PROFUMO DI MELONE DEL DELTA DEL PO
Ingredienti
400 g. di riso carnaroli (o un qualunque riso per risotti che tenga bene la cottura), 1 melone del Delta del Po media grandezza, 2 scalogni, 250 g. di gamberetti sgusciati
zafferano, una noce di burro, olio extravergine d’oliva, pepe macinato al momento, 125 g. di formaggio fresco, brodo vegetale, sale.
Procedimento
Tagliare a metà il melone e togliere i semi che si trovano al centro.
Tagliare una delle due metà a piccoli dadini; l’altra metà frullarla nel mixer; tenere il tutto coperto in frigo. In una casseruola larga e bassa far sciogliere il burro con l’olio, quindi aggiungere lo scalogno tritato finemente. Quando lo scalogno è appassito aggiungere il riso e farlo tostare. A questo punto aggiungere il brodo, metà dei cubetti di melone e i gamberetti. Prima che la cottura termini aggiungere il formaggio per mantecare il risotto quindi unire il succo del melone frullato insieme ai pistilli di zafferano, amalgamare bene il tutto, controllare di sale e togliere dal fuoco.
Servire in piatti caldi e decorare con i cubetti di melone rimasti.